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L’obesità è un disturbo alimentare?

Sicuramente, per molte persone che ne soffrono, si tratta di un disturbo alimentare vero e proprio.

In realtà, l’obesità è una condizione medica per cui il peso e la percentuale di massa grassa del soggetto sono superiori a quella che sarebbe considerata la normalità o, comunque, un’espressione di salute.

Per definire lo stato di obesità ci si avvale, di solito, di due misure:

C’è da dire, però, che l’IMC non ci dice di cosa è fatto il peso della persona, cioè non è in grado di dirci qual è la percentuale di massa grassa e di massa magra che compongono il corpo dell’interessato. Infatti, il peso di per sé non è l’unico mezzo per farci capire se siamo sovrappeso o meno. Personalmente, ho incontrato persone che avevano uno stato di sovrappeso all’IMC ma una condizione di obesità ad altri accertamenti.

 

Ma allora perché in tanti considerano l’obesità una patologia psicologica? Perché spesso essa si accompagna a fame emotiva, abbuffate compulsive, sensi di colpa, bassa autostima se non addirittura disprezzo di sé, quando non addirittura a disturbi d’ansia e dell’umore. Le persone obese sanno fare le diete ma non riescono a mantenere il peso raggiunto per cui si ritrovano a mettere in atto il famoso yo-yo che, progressivamente, le farà aumentare di peso. Mancanza di volontà? Incapacità? Maledizione? I fattori sono tanti. E tanti sono quelli su cui possiamo intervenire.

È quanto spiego nel mio libro “Dimagrire imparando dai propri errori”.